Camila Cabello: «Trump ha aumentato la depressione in America con i suoi discorsi d’odio»

La nuova era della «baddie» del pop, l’amicizia con Lana Del Rey, il Pride e le battaglie della comunità LGBTQIA+, i leader politici che hanno cancellato la gentilezza dall’orizzonte. Incontro con una ex «señorita» che ora si sente davvero se stessa.

Che Camila Cabello fosse cambiata lo avevamo capito dalle foto: nuovi capelli biondi, look più rock, un’estetica più spinta e ammiccante. E oggi la conferma arriva con il nuovo album, C, XOXO, che porta un sound più audace e caotico, con un singolo “Hot Uptown” scritto con Drake. Insomma, è ufficiale: Camila Cabello è diventata una «baddie», come si dice oggi per segnalare l’avanzata nel pop delle giovani ragazze sicure di sé, forti, un po’ «cattive», che non ci tengono a fare bella figura. Un po’ l’anti Taylor Swift, per capirci. «La voce che ho trovato con questo nuovo album ha questa vibe da grande baddie. Mi sono presa dei rischi, me ne sono fregata e ho fatto quello che voglio. Ed essere bionda mi ha permesso di rimanere fedele a questo sentimento», ha detto.

L’era della semplicità è finita, urla dai social e dalle sue canzoni la sua nuova immagine. È sparita l’ex cantante delle Fifth Harmony che scalava le classifiche con Señorita e Havana, hit che richiamavano le sue origini latine (madre cubana e padre messicano) e tutti i crismi del pop mainstream che non svirgola mai. È sparito anche il fidanzato famoso Shawn Mendes e chissà se la rottura c’entra qualcosa con la sua mutazione. Dell’ex famoso non vuole parlare quando risponde al telefono con la voce impastata di sonno da New York.

Camila parla però di molto altro: della sua amicizia con Lana Del Rey, del Pride e delle battaglie della comunità LGBTQIA+. E, inevitabilmente, di politica. «Con i suoi discorsi d’odio, Trump ha alzato i tassi di depressione in America», afferma senza mezzi termini. Secondo Camila, il clima politico degli ultimi anni ha avuto un impatto devastante sulla salute mentale di molte persone, specialmente tra i giovani e le minoranze.

«Vedo una connessione diretta tra la retorica divisiva e il disagio mentale. Quando i leader promuovono l’odio, ne soffriamo tutti», aggiunge. Camila si fa portavoce di una generazione che non ha paura di esporsi, che reclama spazi di rispetto e inclusione, che marcia durante il Pride non solo per festeggiare, ma per rivendicare diritti e dignità.

La sua nuova immagine e la sua nuova musica sono quindi una sorta di manifesto. «Mi sento finalmente me stessa», confessa. E nel suo nuovo percorso artistico, c’è posto per una Camila più consapevole e determinata, che non ha paura di prendere posizione su temi importanti e di utilizzare la sua piattaforma per fare la differenza. Una baddie sì, ma con un cuore grande e un messaggio potente.

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